Il riferimento normativo è il comma 179 della legge 232/2016, che dettaglia i requisiti per l’APE Sociale, sia quelli generali di età e contribuzione sia quelli specifici per le quattro categorie di aventi diritto. Per l’APE Sociale da disoccupati bisogna aver terminato il sussidio NASpI, al quale non si può rinunciare.

È un’indennità di accompagnamento alla pensione,  per accedervi ci vogliono 63 anni e cinque mesi di età e 30 o 36 anni di contributi, appartenendo a una delle quattro categorie di aventi diritto: disoccupati, caregiver, disabili almeno al 74%, addetti a mansioni gravose, fermo restando la cessazione di qualsiasi attività lavorativa, sia dipendente che autonoma, in Italia e all’estero.

Nel caso dei disoccupati,  la norma prevede che il lavoratore debba aver concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione spettante, nel suo caso la NASpI.

Nel 2025, per avere diritto all’Ape Sociale è necessario avere un’età anagrafica di almeno 63 anni e 5 mesi unitamente ad un requisito contributivo che si differenzia a seconda delle categorie:

  • 30 anni di contributi (per disoccupati, invalidi e caregiver);
  • 36 anni di contributi (per i lavoratori addetti a “mansioni gravose”);
  • 32 di contributi (per operai edili, ceramisti e conduttori di impianti per la formatura di articoli di ceramica e terracotta).

Importante: per le donne ciascun requisito contributivo è ridotto di un anno per ogni figlio fino ad un massimo di due anni.

L’Ape Sociale:

  • è pari all’importo mensile della pensione calcolata al momento dell’accesso alla prestazione;
  • in caso di contribuzione versata/accreditata in più gestioni, l’importo è calcolato pro-quota per ciascuna gestione, in base ai periodi di iscrizione, alle singole retribuzioni e secondo le specifiche regole di calcolo.

L’indennità è, inoltre, erogata:

  • per 12 mensilità;
  • fino al compimento dell’età pensionabile oppure al conseguimento di un trattamento anticipato;
  • nella misura massima di € 1.500,00 lordi mensili.